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venerdì 19 aprile 2013

L'abbraccio.

La Maternità di Klimt
Uno dei primi gesti di ogni madre è prendere il suo bambino in braccio e accoglierlo in posizione d'abbraccio, torace contro torace, pancia contro pancia. In questo modo si realizza il contatto ventrale che sembra essere la più potente forma di rassicurazione fisica per l'essere umano quando è in preda allo sconforto. Pertanto il bambino proverà per tutta la vita il bisogno di essere abbracciato ogni volta che si sentirà solo, triste o insicuro.
Secondo gli studiosi mettere ritto un neonato quando è in braccio, ha un effetto che equivale ad una "scarica elettrica". Questo mutamento se da un lato lo stimola mentalmente, nel senso che diventa più attento ai suoni e alle cose che lo circondano, dall'altro lo calma fisicamente. Se il piccolo
La Maternità di Picasso
viene preso in braccio infatti, spalancherà sicuramente gli occhi ed inizierà a guardarsi attorno da sopra la spalla della mamma. Ciò permette al bambino di percepire il mondo e di tranquillizzarsi molto facilmente. 
(N.B. Gli aspetti scientifici sono tratti da D. Stern, "Diario di un bambino").
Concludo con voi mamme questa mia citazione:  
"Com'è bello, dolce, misterioso, meraviglioso, affascinante, naturale, magico, premuroso, appagante, ammirevole, unico e intrinseco, rasserenante.. L'Istinto Materno." A.V.

sabato 2 giugno 2012

Le sette regole d'oro per educare i bambini

1. Dategli meno. Hanno troppo, non c’è dubbio. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte alla noia.
 2. Quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono fondamentali. Devono essere dedicati al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati.
 3. I giochi più educativi sono quelli che passano attraverso la fantasia della madre e le mani del padre: bastano due pezzi di legno, ma i genitori ormai non sanno più inventare.
 4. Dai tre ai cinque anni è bene avviare i bimbi ai lavoretti a casa, assieme ai genitori. È utile che sappiano stirare con un piccolo ferro o attaccare un bottone.
 5. Sport. Prima di tutto deve essere lui a desiderarlo. Meglio se lo fa in gruppo, facendo capire che agonismo significa emergere con fatica e non diventare campioni. Ottime due o tre ore di palestra alla settimana. Poca competizione, grande beneficio fisico.
 6. Va incoraggiata la cultura artistica abituandoli al bello. Teatro, musica, arti visive creano il desiderio di migliorare. I soldi spesi per la cultura sono quelli che rendono di più.
 7. Ultimo suggerimento: ho una mia teoria e forse mi prenderanno in giro. La chiamo: la donna a tre quarti del tempo. Le donne che lavorano, la maggioranza, a fine giornata pensano già ai figli, alla spesa, agli impegni di casa e rendono poco. Non sarebbe meglio lasciarle uscire mezz’ora prima? I figli, tornando da scuola, le avrebbero a casa meno stressate e più disponibili. Più che di corsi, è di questo che i bimbi hanno bisogno.

GIOVANNI BOLLEA, neuropsichiatra infantile

giovedì 9 febbraio 2012

La nanna e il bambino.

Il sonno è un momento per riposare ma fondamentale per recuperare energie, e soprattutto nell'infanzia non va mai forzato è un bisogno fisiologico spontaneo e naturale. 
Non è consigliabile far dormire il bambino fino a tardi tutte le mattine, le 9 circa potrebbe essere un buon'orario, cosi il bambino ha tutto il tempo per giocare, finchè non arriva la pappa. Inoltre è comprensibile che i genitori vogliano tenere la culla nella loro stanza da letto ma è bene pensare che qualche mese prima del compimento del primo anno d'età, bisogna spostare la culla del bambino nella sua cameretta in modo che lui si abitui sin da piccolo a dormire nel suo letto. 
Un'altra cosa importante da considerare è che crescendo spesso i bambini cercano il lettone dei genitori per la nanna, oppure accade anche che durante la notte corrino a rifugiarsi in "mezzo" a mamma e papà. Ecco, in questo caso abbiate molta pazienza e dategli tempo, in che modo: 
E' bene addormentare il bambino ogni sera nel suo letto con voi al suo fianco, magari leggendogli una favola o anche cantando una ninna nanna;
Di giorno è utile trascorrere più tempo nella sua stanza, giocando con lui o raccontandogli delle storie;
Se durante la notte si sveglia, abbiate forza e pazienza e riaccompagnatelo nel suo letto, standogli vicino finchè non si addormenta;
Fategli scegliere un "compagno" per la notte, il suo peluche preferito ad esempio che di solito diventa il suo oggetto transizionale che lo conforta e lo rassicura nei momenti della vostra assenza, potreste anche lasciargli una luce soffusa per la notte.
Infine E' molto importante che i bambini rispettino sempre lo stesso orario per andare a nanna ed entrambi gli adulti che si occupano del bambino devono adottare gli stessi metodi per addormentarlo, questo crea sicurezza per il piccolo.

lunedì 6 febbraio 2012

L'ora della pappa.

Il momento del pasto è per il bambino un momento di scambio con il mondo esterno ed una fase fondamentale di relazione con la persona che si occupa di lui. E' importante creare un rapporto sereno con il proprio bambino durante l'ora del pranzo ed è bene ricordare che i bambini percepiscono tutto emotivamente anche se son proprio piccini. Più si carica d'ansia il momento del pasto per il timore che il vostro bambino non mangi, piu si trasmette insicurezza dinanzi a lui ed in questo modo il bambino potrà prendere il sopravvento evitando di mangiare. 
A tavola è importante che il bambino si senta a suo agio, il momento del pasto non deve essere frettoloso, è bene che il genitore offra al bambino sin da piccolo una varietà di cibi nutrienti tra cui scegliere, è fondamentale rispettare sempre lo stesso orario, preparare piatti nuovi in modo che si abitui a sapori diversi con diversità anche di colori, non riempirgli troppo il piatto che magari deve finire controvoglia, siate equilibrati, in genere un bambino di due-tre anni mangia circa la metà della porzione di un adulto. 
Se il bambino rifiuta di mangiare, non imponetegli i vostri tempi, lasciate che rimanga a tavola per tutto il tempo necessario, può essere utile offrire al bambino un massimo di due scelte, non "minacciate" con il cibo. Evitare di mangiare guardando la tv o parlando al cellulare, ed è importante non fargli fare continue merende durante il giorno, è bene che arrivi a tavola con appetito.
Un consiglio: coinvolgeteli nella preparazione della tavola, già all'età di due-tre anni, potrebbe essere un momento di condivisione piacevole per il bambino.

domenica 5 febbraio 2012

Ricordare l'infanzia.

Ai vostri tempi e posso dire anche ai miei tempi esisteva il cortile, in cui si giocava per ore felici e spensierati, giocavamo in spazi tranquilli e spesso i giochi li inventavamo noi ed al grido di nostra mamma che diceva: "A casa, si mangia!" dovevamo interrompere il gioco ed attendere al giorno successivo, dopo aver fatto i compiti per poter ritornare finalmente al giocare.
Se proviamo a ricordare le sensazioni vissute e proviamo con i ricordi a tornare indietro fino a quei tempi meravigliosi, ci rendiamo conto che da adulti ci avviciniamo all'infanzia ed in questo modo possiamo riconoscere le esigenze dei bambini. 
Oggi è difficile "creare" quel tipo di contesto, purtroppo non tutti e non molti bambini hanno l'opportunità di avere un cortile in cui giocare, maperchè non regalare loro quei momenti. In che modo? Permettendo ai nostri piccoli di dar vita ad un nuovo "spazio" tutto loro nel quale sperimentare ed assaporare sensazioni ed emozioni. I bambini devono sperimentare, scoprire, toccare, mescolare, pasticciare. Create una sicurezza ed una stabilità emotiva nel bambino, questo gli consentirà di sperimentare e vivere serenamente la sua età.

domenica 13 novembre 2011

Ecco una magnifica poesia di un grande Pedagogista: Loris Malaguzzi. Che ci fa riflettere sulla sensibilità dei bambini e sulla profondità dei loro pensieri e dei loro modi di apprendere e di quanto sia importante il ruolo educativo dell'adulto e la sua predisposizione ad ascoltare e comunicare con il bambino stesso.



Illustrazioni di Nicoletta Costa


Il bambino

è fatto di cento.

 
Il bambino ha

cento lingue


cento mani

cento pensieri

cento modi di pensare

di giocare e di parlare


cento sempre cento

modi di ascoltare

di stupire di amare

cento allegrie

per cantare e capire

 
cento mondi

da scoprire

cento mondi

da inventare

cento mondi

da sognare.


Il bambino ha

cento lingue

(e poi cento cento cento)

ma gliene rubano novantanove.

 
Gli dicono:

di pensare senza mani

di fare senza testa

di ascoltare e di non parlare

di capire senza allegrie

di amare e di stupirsi

solo a Pasqua e a Natale.

 
Gli dicono:

di scoprire il mondo che già c’è

e di cento

gliene rubano novantanove.

 
Gli dicono:

che il gioco e il lavoro

la realtà e la fantasia

la scienza e l’immaginazione

il cielo e la terra

la ragione e il sogno

sono cose

che non stanno insieme.

 
Gli dicono insomma

che il cento non c’è.

Il bambino dice:

invece il cento c’è.



domenica 23 ottobre 2011

Poesia di Andrea Canevaro.

 “Bambini bellissimi ma distanti,
come chiusi in una torre d’avorio,
leggono il mondo in modo diverso.
Capirli è difficile,
ma non è impossibile accettare la loro realtà.
Li chiamano bambini della Luna,
per la loro distanza agli altri,
o bambini pesci, per il loro silenzio.
Hanno particolari e straordinarie abilità, affascinano e inquietano per il mistero che li circonda”
Questa è la settimana dell'educazione speciale, dell'autismo, dell'ADHD (deficit di attenzione), della dislessia ... e il mese della sensibilizzazione. In onore di tutti i bambini che lottano ogni giorno per avere successo ... e di coloro che li aiutano.

sabato 8 ottobre 2011

In autunno..

Illustrazione di Nicoletta Costa.
...Adesso possiamo dire che l'autunno è arrivato oramai e perchè non abbinare il diverimento ed il gioco alla scoperta e alla conoscenza?
Iniziamo, insieme ai nostri bambini a salutare la calda estate che quest'anno ci ha accompagnati per un bel pò di tempo ed apriamo le porte al vento fresco dell'autunno. Questo è il tempo ideale per trascorrere una bella giornata in un parco con i nostri bambini e permettere loro di respirare l'odore fresco della terra. 
Inoltre si permette ai bambini di scoprire i cambiamenti che l'autunno ha portato.. vedere le foglie che cadono dagli alberi ed il cambiamento dei loro colori, raccoglierle in un cestino e fare un'attività a casa insieme. Si potrebbero raccogliere ricci e scoprire "magicamente" che all'interno del riccio nasce la castagna!
Ma che giornata intensa ed entusiasmante per i piccoli! 
Dopo aver giocato ed esplorato per far conoscere tutte le bellezze che la natura ci offre si può continuare la nostra giornata con un picnic e per i bambini sarà un vero divertimento!



domenica 19 giugno 2011

Lo scarabocchio

Considero fondamentale lo scarabocchio, il primo modo del bambino per comunicare con il mondo ke lo circonda e manifestare i propri stati d'animo. Ecco un argomento interessante ricavato dal web.


Come ogni linguaggio, scritto, parlato, gestuale, anche lo scarabocchio è in grado di fornirci indicazioni sul mondo interiore dei bambini. Indicazioni da guardare con attenzione, perché lo "scarabocchiare" è un'attività cui il bambino può dedicarsi prima ancora di imparare a parlare in modo che gli adulti riescano a comprenderlo, ed è perciò uno strumento particolarmente prezioso.
Provate a mettere una matita in mano ad un bambino di dieci, dodici mesi. Noterete che egli mostra già una certa predisposizione al "disegno", ed un particolare piacere nel lasciare traccia di sé nello spazio, in questo caso il foglio. Il segno grafico è per lui un modo di oggettivarsi, di entrare nel mondo, e di comunicare. Se opportunamente stimolati dagli adulti, i bambini acquistano sempre maggiore dimestichezza con questo genere di comunicazione espressiva. 
L'evoluzione degli scarabocchi segue di pari passo la crescita psicologica del bambino, e sarebbe buona abitudine, per i genitori, imparare a conservarli, come si fa per le foto, o per i disegni. Gli scarabocchi palesano quella che, seppure ancora non del tutto evidente, è la personalità del bambino: ci rivelano quindi le tendenze innate, ma anche le modificazioni e l'influenza che l'ambiente ha sul bambino, se egli lo percepisce in modo positivo, o meno, il ruolo che le figure parentali hanno nel suo mondo interiore, e così via.
Un bambino dal carattere indipendente può sentirsi soffocato da una madre iper-ansiosa che non lo lascia libero di vivere le sue esperienze. Già a dodici, quindici mesi, il suo stato d'animo si rivela nello scarabocchio. Prenderne coscienza, per la madre, significa vivere meglio il proprio ruolo ed imparare a rispettare la personalità del proprio bambino. È opportuno rammentare sempre che ci troviamo di fronte a personalità in evoluzione, che nel tempo, e negli anni, si modificheranno, e che un singolo scarabocchio non può rivelarci una personalità in ogni sua sfumatura. Ogni indicazione deve quindi essere vista in questa chiave: anche i genitori possono imparare a "leggere" gli scarabocchi dei loro bambini, purché sappiano farlo con sensibilità, vogliano veramente comprenderne il significato per ciò che il bambino vuol comunicare, e non applicandogli categorie da adulti, etichette e "giudizi" fini a se stessi.
Lo scarabocchio rivela uno stato d'animo, una tendenza, un bisogno. Riuscire a comprenderlo significa aiutarli a crescere meglio.
Le principali indicazioni che uno scarabocchio può fornirci (indicazioni più specifiche ed approfondite possono essere colte soltanto da un occhio esperto).
- Tracciato veloce: attività, dinamismo, impulsività.
- Tracciato lento: calma, tendenza alla pigrizia, riflessione.
- Tratto marcato: energia fisica, vitalità, volontà.
- Tratto sottile: delicatezza, sensibilità.
- Orientato da sinistra a destra: voglia dl fare nuove esperienze.
- Tutto spostato a sinistra: timore, timidezza, Insicurezza, bisogno dell'appoggio della figura materna.
- Tutto spostato a destra: voglia dl fare, desiderio di crescere, importanza della figura paterna.
- A linee curve: capacità di adattamento.
- A linee angolose: resistenza, energia, carica aggressiva.
- Fatto senza sollevare la matita: socievolezza, intuitività.
- Fatto con più tratti: bisogno di staccare per ritrovare le energie.
- Che occupa tutto il foglio: desiderio di attenzione, di manifestarsi.
- Piccolo: introversione, desiderio di uno spazio tutto per sé.*
- *Ogni significato può essere accentuato o diminuito a seconda del contesto in cui è inserito. 

sabato 5 marzo 2011

Divertirsi in casa.

Coinvolgete i vostri bambini in esperienza pratiche: impareranno a fare biscotti, dipingere su tela, costruire un aereo di carta, realizzare un oggetto con materiale di riciclo, disegnare e tanto altro. 
Basta un pò di creatività e di fantasia ed i bambini ne hanno tantissima!
Quando il gioco sarà finito dovranno aiutarvi a sistemare e riodinare tutto..ne trarranno quindi oltre al divertimento anche un insegnamento.
Inoltre si tratta di attività che stimolano la curiosità del vostro bambino oltre ad essere divertenti e da condividere insieme al proprio piccolo. Basta pochissimo materiale: fogli, pennelli, tavolette di legno, colla, materiale che si ha in casa come bottoni, stoffa, mollette, bastoncini di legno, barattoli per la musica.. lasciate poi spazio ai vostri bambini di creare con le loro manine laboriose!
I vostri bambini cosi impareranno non solo a manipolare, conoscere, stimolare la creatività ma anche a gestire il proprio tempo e soprattutto ad appassionarsi ad un attività.
Un consiglio: scegliete sempre uno spazio adeguato ed al sicuro da pericoli; utilizzate sempre materiale ecologico e adatto all'età dei vostri bambini.
Buon divertimento!






domenica 20 febbraio 2011

Educazione creativa - lavoriamo con la creta!

L'educazione creativa permette di coltivare le facoltà creative che ognuno di noi possiede. 
Si riesce a seguire un percorso personale nel quale lo sviluppo della manualità fine si accompagna alla crescita di tutta la persona, indipendentemente dall'età e dalla condizione personale.
Inoltre la mancanza di competizione consente e tutti, grandi e piccoli, di sentirsi completamente coinvolti, accolti e parte integrante del gruppo.
La manipolazione della creta è un'attività espressiva che coinvolge maggiormente il corpo ed il movimento e come la pittura diventa un'attività ricca di significato, offrendo infatti possibilità di sviluppare capacità prima di allora sconosciute donando una profonda soddisfazione. Siamo tutti consapevoli dell’amore provato dai bambini nei confronti della materia, tutto ciò che possono modellare, bagnare, colorare, toccare è per loro puro divertimento. 
Un laboratorio con la creta può essere proposto ai bambini fin dal nido d'infanzia, infatti ai piccoli piace molto manipolare la creta perchè non è appiccicosa, è umida ed è piacevole al tatto permettendo al bambino di stimolare la sua immaginazione.

domenica 30 gennaio 2011

La pedagogia Montessoriana. La lezione sul silenzio.

Disegni di Nicoletta Costa.
Leggendo sul web son rimasta colpita da un racconto della Montessori sulla sua lezione del silenzio.
Montessori aveva inventato questo gioco quando lavorava con i bambini che erano parzialmente sordi.  
Ed ha scoperto che l'udito dei bambini sordi in parte era migliorato quando essi avevano imparato ad ascoltare con attenzione ai suoni.

Maria Montessori ha raccontato come ha “scoperto” la lezione di silenzio, e come ha pututo osservare non solo la capacità del bambino di produrre silenzio, ma anche la grande gioia che ne prova.

Un giorno, in classe, aveva tra le braccia un bambino di quattro mesi, che dormiva placidamente. Allora ha chiesto ai bambini di osservare il suo sonno, e come fosse bello, rilassato, felice. Dopo poco i  bambini potevano persino sentire il suo respiro delicato. Così li ha invitati ad imitare il suo silenzio, ed i bambini hanno accolto curiosi questo gioco. Così, dopo poco, i bambini cominciarono ad accorgersi  delle gocce di pioggia che cadevano in cortile, e del canto di un uccello posato su un albero lontano.
I bambini avevano cessato ogni movimento e prodotto un silenzio collettivo, che è stato per loro una profonda esperienza artistica. E una liberazione.

Maria Montessori consiglia la lezione di silenzio come mezzo per portare i bambini ad un maggior livello di consapevolezza di sè. E’ un’esperienza che, una volta fatta, lascia al gruppo classe una coscienza nuova delle proprie capacità.
La lezione del silenzio è una lezione di gruppo, e si fonda sul rispetto degli altri.
Attraverso questo insegnamento i bambini arrivano alla comprensione del fatto che il silenzio è anche cessazione del movimento.

domenica 23 gennaio 2011

I travasi a scuola e a casa

 
Si possono proporre a bimbi che abbiano più di un anno di età, a seconda della loro manualità.
Giocare ai travasi permette al bambino di far esperienza di alcune dimensioni come profondità, capienza, larghezza, volume, peso, densità, rumori.

I tavasi possono essere proposti essenzialmente in due modi:
- travasi con i liquidi, in cui si travasa dell’acqua da un contenitore all’altro (l’acqua può anche essere colorata);
- travasi con i solidi, in cui si travasano piccoli elementi come legumi secchi, riso, piccole sfere (ma anche materiali di recupero come farine, cereali, pasta, tappi, … ), con l’uso di un cucchiaio o anche di pinze (tipo quelle per girare gli alimenti nelle pentole).
Ed occorrono strumenti di diversa misura pemette di giocare a versare, svuotare, mescolare, riempire, ecc..; con l’aggiunta dell’acqua combiniamo i materiali e ne osserviamo le trasformazioni!

Il travaso era fondamentale per la Montessori. "Oggetti che in se stessi contengono la verifica dell’errore, così importante : se un bambino, con una mossa sgraziata, fa cadere una sedia o rompe un bicchiere, avrà presto l’evidenza del proprio errore e avrà modo di correggersi. Imparerà così a muoversi meglio nell’ambiente, diventando una persona che si esprime in modo sì libero, ma corretto."

L’autocorrezione, poi, avviene anche attraverso il gioco: al bimbo viene data in dotazione una spugnetta con cui può asciugare il suo tavolo di lavoro.
Oltre a scuola, quest'attività è bella da svolgere anche a casa. Magari con la supervisione della mamma, sarebbe divertente per entrambi, mamma e bambino e soprattutto educativa.

lunedì 17 gennaio 2011

Seminario di Studio sul Metodo Feuerstein

Fontaniva (PD) Seminario di Studio sul Metodo Feuerstein


Carissimi,
ho il piacere di comunicarvi che a Fontaniva (PD) si terrà un Seminario di Studio sul Metodo Feuerstein organizzato dall'Associazione di Volontariato Angeli.
Il Seminario è rivolto a genitori, insegnanti, educatori e a tutti coloro che si occupano di educazione.
L'attività formativa è gratuita viene chiesto un contributo di 10,00 per il pranzo.


Organizza il convegno:



Vecchi e nuovi saperi strategici sui processi di pensiero e di apprendimento. Introduzione al pensiero di Reuven Feuerstein e alla teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale

Seminario di studi per insegnanti, genitori ed operatori sanitari



PRESSO TEATRO PALLADIO

FONTANIVA

5 FEBBRAIO 2011

ORE 9.00—18.00



Per ulteriori informazioni contattare la Dott.ssa Maria Luisa Boninelli, Formatrice e applicatrice Metodo Feuerstein, fa parte del gruppo di Studio e Ricerca del Centro Studi Feuerstein (Direttore del centro Prof.re Mario Di Mauro) del Centro Interateneo per la ricerca didattica e la formazione avanzata-Università Cà Foscari di Venezia

Potete contattarla al seguente indirizzo mail: m.boninelli@unive.it
(Rif. http://unmomentostopensando.blogspot.com/)







venerdì 31 dicembre 2010

I giochi dei bambini




Attendere, scartare, poi la sopresa e finalmente il divertimento! 
Che bello quando un bambino riceve in regalo un giocattolo, ancor di piu godersi la meraviglia e la felicità del bimbo che potrà fare un sacco di belle esperienze con il suo gioco. 

Basterebbe fermarsi a guardarli soprattutto quando sono piccolissimi, per capire che qualunque oggetto per loro è uno struento di gioco e di scoperta. Il bimbo è il più grande esploratore ed inventore che esista: un cartone diventa la casa della bambola, una scatola con quattro tappi si trasforma in una macchina 

Ormai giochi e giocattoli esistono in forme così svariate e diverse che quasi non si sa più come motivare una scelta! Non bisogna certo dimenticare che i giochi che non stancano mai i piccoli sono quelli che stimolano la creatività.

giovedì 2 dicembre 2010

Educare divertendosi: Il pomodoro.

E' una scatolina preziosa che contiene un tesoro di piccoli semi dorati.
Perchè non coltivare insieme i propri bambini una piantina di pomodori, la conoscenza dell'ambiente che ci circonda e il gioco rappresenta uno strumento utilissimo per far comprendere ai bambini come gli elementi naturali interagiscono tra di loro, è bello suscitare in loro il senso dell'attesa e della scoperta, la curiosità e scoprire insieme a loro la consistenza del terreno, il colori della natura ed attendere insieme  nasca il "frutto del loro lavoro". Utile per sviluppare in loro la dimensione visiva (i colori) , quella olfattiva e quella temporale ( il tempo ciclico delle stagioni, ma anche quello biologico e geologico)

Esistono tanti tipi di pomodori diversi, ma quelli più piccoli, come i pomodorini a grappolo, si possono coltivare anche sul balcone di casa. E quando sono pronti...sono buonissimi!!


Per coltivare una piantina di pomodori occorre:
  • un vaso grande come un secchio forato sul fondo;
  • una piantina di pomodoro;
  • un tutore, cioè un bastoncino altro e sottile;
  • terra
  • argilla espansa
Bisogna ricoprire il fondo del vaso con uno strato di argilla espansa perchè l'acqua di innaffiatura non faccia marcire le radici.
Aggiungere un pò di terriccio.
Mettere nel vaso la plantula di pomodor prendendo delicatamente il panetto di terra intero.
Aggiungere altro terriccio tutto intorno per non lasciare vuoti.
Innaffiare tutte le volte che sentiamo il terriccio asciutto e secco.

domenica 28 novembre 2010

L'Arte prima della scrittura.


Rudolf Steiner dice che bisogna prima trovare un passaggio tra il bambino e le lettere dell'alfabeto. 
Questo passaggio si trova occupando il bambino in un attività artistica, facendolo dipingere, disegnare con senso artistico quello che dalla sua stessa natura si esprime in sé in linee e colori sulla carta.
Occupando il bambino artisticamente, sorge sempre interiormente il sentimento, ed è questo che importa, che attraverso l’attività artistica l’essere umano si arricchisce. 

Per mezzo della ragione ci si impoverisce animicamente, per mezzo dell’arte si diventa ricchi interiormente…
Secondo la pedagogia steineriana una delle attività che possono essere proposte al bambino, in modo che si alternino con il gioco libero, è la pittura. 
Non si tratta di incoraggiare i bambini a dipingere un determinato soggetto, una casa, un'albero, o simili. Entrare in rapporto con il colore è per loro un'esigenza naturale. 
Il fatto di stendere sulla carta, mediante dei larghi pennelli, i colori all'acquarello li fa vivere con essi, li fa gioire vedendoli diventare più chiari o più scuri, o incontrarsi qua e là sul foglio creandone di nuovi.

lunedì 8 novembre 2010

I bambini e le prime scoperte sonore.


Fin dai primi mesi è importante offrire oggetti che producono suoni interessanti e prestare attenzione ai giochi musicali dei bambini, ascoltando e valorizzando le loro scoperte sonore.
Le prime forme di canto si costruiscono giocando a ripetere e a variare intonazione e ritmo delle vocalizzazioni infantili. Man mano che il bimbo cresce, si verrà via via costruendo un repertorio di canzoni e filastrocche, anche abbinate a gesti e giochi di movimento.
Nei primi mesi l’ascolto insieme al bambino di canzoncine, ninne nanne, filastrocche rende più piacevoli i momenti significativi della sua giornata (il cambio, il sonno, la pappa).
Quando è più grande, è importante che il bambino partecipi in modo attivo all’ascolto della musica (cantando, battendo le mani a tempo, ripetendo, memorizzando ecc.).

 

"Rumori e suoni nella natura e nella supernatura;
Il bambino costruttore di suoni e di oggetti sonori;
Suoni, ritmi e movimento;
Il suono e il gesto;
I suoni organizzati: analisi e riproduzione:
ninne nanne, filastrocche, cantilene, fiabe musicali
e loro traduzione drammaturgica in piccolo gruppo;
Il coro, l’inventacanto e l’inventaorchestra;
Striscia storica degli strumenti musicali;
  Il silenzio e l’ascolto;
    Approccio ai generi musicali;
    Verso la scrittura e la lettura musicali.
Obiettivi: comprensione della natura e del fenomeno del suono; esplorazione dell’io sonoro; educazione sensoriale all’ascolto; la socialità del suono; creatività interpretativa e produttiva".

(Fonte: Opera Nazionale Montessori)






sabato 16 ottobre 2010

Educazione in famiglia.

La difficoltà ad avere una capacità educativa in un mondo dove non si riesce bene a percepire quale sia il ruolo dell'istituzione e quale quello di agenzie educative, pone spesso in un sentire carico di ansia e di indecisione.
E' vero anche che i figli che vivono in un ambiente intellettualmente vivace sono avvantaggiati dal punto di vista dello sviluppo linguistico cognitivo e forse anche sul piano emotivo e sociale.
Il bambino ha bisogno di persone che gli parlino e che giochino con lui.
Mai bisogna "parcheggiare" i bambini di fronte alla Tv e delegare al piccolo schermo l'educazione. Fissare un tempo massimo, da non superare, non più di 2 ore al giorno. I rischi di un consumo televisivo eccessivo sono comportamento aggressivo, disordine alimentare, scarso esercizio fisico, rischio di obesità, comportamenti pericolosi e scarso rendimento scolastico.
La famiglia deve inoltre fornire un modello di ambiente corretto all’interno delle mura della propria casa, un ambiente dove sia evidente l’interconnessione tra gli individui che ne fanno parte e dove ognuno si sforzi di superare i propri desideri costruendo delle relazioni intrafamiliari basate sull’altruismo.

domenica 10 ottobre 2010

L'insegnante: un ruolo fondamentale.

Dinanzi all'evidente crisi della scuola e dell'istruzione scolastica: è importante la figura dell'insegnante-artista il quale, con grande capacità creativa, sa coinvolgere e interessare gli alunni, trasmettendo loro anche il desiderio di conoscere; si riconoscono però anche i limiti.

Anche se la dimensione dell'arte dell'insegnare è importante e non sarà mai incentivata abbastanza bisogna sempre integrarla con quella della competenza disciplinare dell'insegnante, con l'amore e il continuo approfondimento della disciplina insegnata. Una tesi da ricordare è «il maestro che sa.. sa insegnare», Certo, per insegnare occorre competenza e amore per il sapere. Una base indispensabile, ma non sufficiente. Che arricchiva con la sua fine sensibilità per la scuola, con la sua psicologia intuitiva, la sua didattica artigiana, ma d'ispirazione culturale, mettiamo un'idealista sui generis, con la sua finezza umana e il suo legame mai venuto meno con la scuola.
Poi la psicologia, la sociologia, la pedagogia, la didattica si sono fatte scienza, o meglio scienze: da Dewey a Piaget, a Claparède e così via.
Nonostante tutto si può dimenticare il grave disagio, per i nostri alunni tale crisi riguarda soprattutto l'insufficiente cultura matematica che pone l'Italia in un livello molto arretrato rispetto alla media europea (pur in presenza di una didattica della matematica d'avanguardia notevolmente avanzata, creativa, nutrita di storicità).
Ma non solo: nelle scuole italiane si ha una generale carenza di senso storico ed artistico, pesanti lacune nella scrittura (non più praticata in contesti di vita sociale e scolastica), la mancata pratica della lettura (per cui si è parlato di un popolo divenuto di "illetterati").

(N.B. Si ringrazia Nicoletta Costa per le immagini.)